SPERANZA PIEGATA IN QUATTRO – poesia

Vogliono a tutti i costi distruggerci.
Infieriscono in momento così duro.
Attaccano senza dare respiro.
Io sono senza parole.
Tanta malvagità atterrisce.
L’#Italia è un paese finito.
Merita l’estinzione.
Si son sì messi S.Francesco,
come patrono nazionale.
Che coraggio.
Il poveretto ne sarà sconvolto.
Quasi mi pento di aver sperato.
Sì, mi sarebbe piaciuto,
realizzare il sogno,
pure tardivo,
di fare qualcosa di bello
in questa terra per cui l’affezione
ha diretto più dell’opportunismo,
come avevamo ideato.
Lo Stato lo credevi Patria,
ma sì non era,
che delusione.
Pensavi fosse un paese,
una comunità.
Dall’alto chiedevano resistenza,
non andate via, restate,
non cedete alle lusinghe del denaro,

– dicevano accorati –
restate fermi e resistete al posto.
Lo abbiamo fatto e così ne siamo puniti.
Che delusione.
Qui non c’è più niente e nessuno.
Isolamento e terrore.
Sì, tanto terrore,
si sente nell’aria.
Oh che tristezza,
forse non c’è niente da fare.
Siamo isolati.
Il male avanza,
il cinismo,
l’esibizionismo.
Chissà cosa sentono
a distruggere chi
non ha fatto nulla di male.
Vogliono i suoi beni,
vogliono vederli morti.
Usano gli uffici e mirano a chi vogliono
e a chi no, a lor piacere.
Godetevi pure il vostro divertimento,
ché un giorno finirà.
Sembrano tanti,
ma infondo sono pochi.
La terra aspetta tutti.
Chi prima, chi dopo.
Ripiego la speranza in quattro.
La sventolerò come vessillo,
quando transiterò all’altro mondo,
la sbandiererò come grande onore
dell’anima mia cara.

Sara Palazzotti
04/02/2026

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